Archivio mensile:febbraio 2014

Sabato 1 marzo, a Garibaldi arriva la M5 (la Lilla)

 

Dopo vari rinvii e ad un anno dal varo della prima tratta, si aprono finalmente le due nuove fermate della metropolitana M5, Isola e Garibaldi, dove la Lilla s’incrocia con la M2. Sabato 1 marzo feste e iniziativa tra il vecchio quartiere Isola e i nuovi grattacieli intorno a Porta Garibaldi. Tutte le linee metro in funzione sino alle 2.00

 

Sabato 1 marzo, a Garibaldi arriva la M5 (la Lilla) E’ finalmente arrivato il momento dell’apertura delle due nuove fermate della M5, Isola e Garibaldi, rinviato più volte nel corso degli ultimi mesi.

Sabato 1 marzo le due nuove fermate apriranno i battenti intorno alle 19.30 e la Lilla avrà così 9 stazioni operative, a circa 1 anno dal varo delle prime 7 (10 febbraio 2013) e una nuova interconnessione: dopo la linea gialla a Zara, incontrerà a Garibaldi anche la M2. Per l’occasione le metropolitane saranno aperte fino alle 2 di notte tra sabato e domenica.

Un appuntamento a lungo rimandato ma che si annuncia fondamentale per il trasporto pubblico a Milano. A Garibaldi infatti non solo la M5 si connetterà con la linea M2, la “verde”, ma anche con lo snodo più importante del Passante (sette linee di treni suburbani) e naturalmente con la Stazione Garibaldi e l’alta velocità di Italo e Frecciarossa. Le stime dicono che la Stazione Garibaldi diventerà uno snodo del trasporto pubblico di Milano da oltre 25 milioni di passeggeri l’anno.

Tanti gli eventi previsti per sabato: nel quartiere Isola, in particolare via Volturno e via De Castilla, con animazioni, iniziative dei commercianti e giochi per i bambini; in zona Garibaldi, con piazza Gae Aulenti che ospiterà alle ore 21 di sabato una grande esibizione del gruppo di danzatori acrobatici Kataklò. Inoltre apriranno anche le nuove piste ciclabili di via De Castillia e viale della Liberazione.

Il varo delle fermate Isola e Garibaldi è accompagnato anche dal nuovo sito di M5,www.metro-5.com, dove sarà possibile seguire l’evoluzione della nuova linea e scoprire tutti gli eventi del weekend.

MILANO CITTÀ D’ACQUA E DI SOTTERRANEI

 

 

milano leggende e sotterranei

Due speleologi dell’associazione Speleologia Cavità Artificiali Milano da anni parlano del grande valore archeo-speleologico di Milano, una città ricca di leggende e miti legate all’acqua e al sottosuolo. Non di sole leggende sono fatti il suolo e il ventre di questa metropoli: infatti, se si torna indietro di un secolo o poco più si trovano testimonianze e prove della natura idrogeologica del terreno su cui Milano è situata.

Partendo dai simboli di Milano troviamo due animali in relazione al terreno, il cinghiale, animale totemico dei celti fondatori dell’abitato pianeggiante “tra i fiumi” (come suggerisce la toponomastica) e presente alla base dell’arco del Palazzo della Ragione e il serpente, emblema dei Visconti.

Già in epoca celtica l’area della pianura milanese era ricca di corsi d’acqua grandi (come il Seveso, il Lambro e l’Olona) e piccoli. In epoca romana la città era dotata di un sistema di navigli che la circondava e la metteva in comunicazione coi fiumi in direzione del Po a scopo commerciale.

Rogge, fontane e fontanili erano le primarie risorse idriche di Milano oltre ai Navigli attuali, menomati rispetto al vecchio piano delle origini e ormai inglobati nel traffico.

Antichi luoghi di culto si rifanno alla presenza di acqua nel sottosuolo: il Duomo, secondo alcuni sarebbe stato dotato di una darsena per l’arrivo dei materiali da costruzione. La basilica di San Calimero (V secolo), in centro, presenta il pozzo dove secondo la leggenda sarebbe stato gettato il vescovo martire Calimero nel III secolo

pozzo di San Calimero

 Divenuta capitale dell’impero romano occidentale, anche Milano ebbe il suo porto: le due ipotesi più accreditate lo collocano nell’area del parco delle Basiliche a piazza Vetra, poco dietro alla chiesa di San Lorenzo, mentre l’altra vede a metà strada tra il Duomo e la sede centrale dell’Università degli Studi, attuale via Larga, un grande bacino per l’attracco delle navi fluviali.

 

 

Frappe di Carnevale

 

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Dopo le castagnole,non potevano mancare le frappe. Anche le frappe come le castagnole, sono i dolci tipici carnevaleschi che vengono fritte. Le fanno in tutta Italia e per ogni regione c’è un nome diverso. Ve ne cito alcuni: in Emilia Romagna le chiamano frappe o sfrappole, ceci o donzelle in Toscana, bugie in Piemonte e a Napoli nel mio paesino, mia nonna le chiamava ” Le chiacchiere della signora Luisa”.

Ingredienti

500 Grammi di Farina
tipo 00
70 Grammi di Zucchero
60 Grammi di Burro
temperatura ambiente
50 Millilitri di Liquore
rum,anice
di latte intero
Da aggiungere solo se l’impasto è troppo duro
1 Scorza di Limoni
grattuggiato
1 Pizzico di sale fino
1 Bustina di zucchero a velo
per decorare
1 Litro di olio di arachidi
per friggere
Preparazione:

In una ciotola o nell’impastatrice mettete tutti gli ingredienti e un pò di latte, da aggiungere poco alla volta se l’impasto è troppo duro.
Mescalate bene finchè non risulterà un impasto morbido.


Se avete usato l’impastatrice, trasferite l’impasto sul tagliere e dategli un’ultima impastata.
Tagliate dei pezzi di pasta e prima di passarli nella macchinetta che tira la sfoglia, consiglio di appiattirla col matterello, finchè non sarà della misura più larga della macchinetta, in modo da non affaticarla.


Tirate la sfoglia fino all’ultimo numero della macchinetta.
Il segreto delle frappe è che più sono sottili e più sono buone e croccanti.

Ora tagliate delle strisce larghe a piaceree fate un taglietto nel mezzo.
Passate la pasta all’interno del taglio ,in modo da avere la forma tipo fiocchetto.


Preparate una pentola non molto larga oppure una padella e versateci dentro mezzo litro di olio di arachide per friggere.
Appena saranno dorate, toglierle e adagiarle su carta assorbente. Non appena saranno fredde spolverizzate con zucchero a velo.

Expo 2015: si chiude il primo Clusters Participants Meeting

Le firme dei contratti di Uzbekistan, Guinea Bissau, El Salvador e Ruanda chiudono l’appuntamento

Quattro nuovi contratti di partecipazione firmati; una platea di oltre 380 persone; 188 delegati provenienti da 75 Paesi del mondo. È con questi numeri che si chiude il primo Clusters Participants Meeting di Expo Milano 2015, ospitato in questi giorni alla Fiera di Bergamo.

A far salire a quota 94 il numero di documenti sottoscritti dalla società che organizza l’Esposizione Universale con i Partecipanti Ufficiali sono state le firme di Uzbekistan, Guinea Bissau, El Salvador e Ruanda. I rispettivi Commissari Generali sono stati protagonisti di una cerimonia simbolica cui ha preso parte il Commissario Unico Delegato del Governo per Expo Milano 2015 Giuseppe Sala, al termine della tavola rotonda “Fare partnership sui Cluster tematici”, che ha animato il pomeriggio grazie alla presenza del Commissario Generale delle Nazioni Unite Eduardo Rojas-Briales, dell’Assessore alle Risorse Agricole e Alimentari della Regione Sicilia Dario Cartabellotta, del direttore Business Development di illycaffè Roberto Morelli e dell’Amministratore di Fairtrade Italia Paolo Pastore.

L’Uzbekistan avrà uno spazio espositivo nel Cluster dedicato a Frutta e Legumi; la Guinea Bissau in quello delle Isole; El Salvador e il Ruanda in quello del Caffè.

Occasione per aggiornare i Partecipanti sullo stato di avanzamento dei lavori, l’incontro di Bergamo si è rivelato un’occasione importante per definire i prossimi passi che Expo Milano 2015 e i Paesi che parteciperanno ai Cluster dovranno compiere insieme, in vista dell’importante manifestazione.

La rilevanza del progetto è stata sottolineata dal Segretario Generale del BIE Vicente Loscertales e dal ViceMinistro degli Esteri Martà Dassù, entrambi intervenuti all’incontro.

Un contributo significativo è stato dato anche dalle aziende partner di Expo Milano 2015: Accenture, Enel, Fiat-Chrysler e CNH Industrial, Telecom Italia, Intesa Sanpaolo, Samsung, Selex-ES, Cisco, Came, Eutelsat, FieraMilano, Coop, illycaffè hanno presentato ai delegati le soluzioni progettate per rendere unica la visitor experience all’interno della Digital Smart City di Expo Milano 2015.

 

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MUSEO DIOCESANO. TRA COLLEZIONISMO E STORIA AMBROSIANA

Il Museo Diocesano di Milano si trova nel complesso di Sant’Eustorgio, uno dei luoghi più significativi di Milano sia dal punto di vista storico e monumentale che da quello simbolico per la storia del cristianesimo, punto di partenza delle processioni di insediamento del nuovo arcivescovo. Si è deciso quindi di promuovere l’amore per l’arte edimpedire la dispersione del ricco patrimonio artistico della diocesi, e allo stesso tempo valorizzare maggiormente l’area. Il museo sorge nel secondo chiostro dell’antico convento domenicano, che fu gravemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale.

diocesano storia

Inaugurato dal cardinale Carlo Maria Martini nel 2001, il progetto di allestimento prende in considerazione la struttura ospitante, osservando anche parametri di accoglienza, sicurezza e corretta comunicazione, oltre a quello dell’esposizione flessibile. Concetto fondamentale se si pensa che uno dei motivi per cui vale la pena tornare è la continua presenza di mostre temporanee di arte antica e contemporanea, tale da rendere sempre nuovo e vivo il museo storico.

La maggior parte delle opere esposte proviene da donazioni e lasciti, oltre che da alcune chiese della diocesi. La collezione permanente comprende più di settecento opere che coprono l’arco di tempo dal IV al XXI secolo:  dipinti, sculture, oggetti di oreficeria a tema sacro.

Al piano terra, nei cosiddetti cortili di S. Ambrogio, troviamo un nucleo di opere connesse alla storia e provenienti dalla Basilica del Santo, dal IV al VII secolo. Ad accoglierci il grande clipeo con il busto di S. Ambrogio benedicente, capolavoro di epoca ottoniana. Sempre costeggiando il chiostro, vediamo opere dalla diocesi dal XIV al XVI secolo, tra le quali ricordiamo un affresco staccato di Bernardo Luini con la Madonna che allatta il Bambino, interessante anche per le parti che hanno perso l’intonaco e che rivelano il disegno sottostante.  Proseguendo ci troviamo nella sala dell’Arciconfraternita del S.S. Sacramento, con opere sul tema dell’Eucarestia del XVIII secolo.

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Una sala a parte contiene la Via Crucis e altri rilievi in gesso smaltato diLucio Fontana, raro esempio di delicatezza e forza plastica della produzione giovanile. Di seguito la sala a crociera che presenta alcuni dipinti della fine del XVII secolo e alcune sculture  contemporanee di grande pregio della collezione di Walter Fontana: un nome tra tuttiGiacomo Manzù, con un bassorilievo con S. Stefano.

La visita prosegue al 1° piano con la collezione  di sculture lignee Marcenaro e la meravigliosa Collezione Crespi: sono tuttipreziosissimi dipinti su tavola dei secoli  XIV e XV a fondo oro.

Tra questi citiamo la S. Cecilia di Bernardo Daddi, del 1348. Girando l’angolo ci sono tre corridoi paralleli. Il primo ospita le collezioni di disegni Sozzani Monti. Il secondo  opere della Diocesi dal XVI al XX secolo, e il terzo opere più antiche, fino al XVI secolo, e la collezione Pozzombelli. In fondo una stanza sola ospita la collezione Visconti. Tra i protagonisti di queste aree il Tintoretto con “Cristo e L’adultera”, il Cerano con “La caduta di S. Paolo” e Francesco Hayez con una Crocefissione.

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Non bisogna dimenticare di scendere nell’ipogeo per ammirare un rilevante numero di opere di arredo liturgico. Si passa dall’oreficeria con pissidi, ostensori e reliquiari preziosi, a oggetti in avorio e altorilievi. Di fine manifattura segnialiamo uno stendardo processionale del XVIII secolo, ricamato e dipinto in velluto e raso di seta. 

Il museo promuove in maniera moderna il suo stesso sostentamento.  Sono sempre ben accette donazioni e lasciti, ed inoltre esiste una associazione di volontari operanti istituzionalmente all’interno: accolgono e assistono le scuole e i visitatori in generale, per ogni progetto o iniziativa proposta. Spesso sonoospitate associazioni culturali che presentano a loro volta cicli di conferenze o altre attività.  Inoltre il Museo offre i suoi spazi più appropriati come la Sala della Arciconfraternita del SS. Sacramento, la Sala Crociera e il Chiostro in affitto per eventi privati o aziendali.

 

Museo Diocesano di Milano

Corso di Porta Ticinese 95, 20123 Milano

Orari: mar. – dom. ore 10:00 – 18:00. La biglietteria chiude alle ore 17:30. Lunedì chiuso

Biglietti: intero € 8, ridotto € 5. Martedì € 4.

 

Tortelli milanesi di Carnevale

Per il nostro angolo dedicato ai dolci di Carnevale ecco un’altra dolcissima idea per voi!

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INGREDIENTI

dosi per 4 persone: 300 G Farina Bianca, 100 G Burro, 60 G Zucchero, 8 Uova, 1 Grattugiata Scorza Di Limone, 1 Pizzico Cannella In Polvere, 1/2 Cucchiaino Lievito In Polvere Per Dolci, 1 Spolverata Zucchero A Velo, abbondante Olio D’oliva, 1 Pizzico Sale

PREPARAZIONE

Ponete sul fuoco in una casseruola mezzo litro d’acqua, il burro fatto a pezzetti, lo zucchero, una grattugiata di scorza di limone, la cannella, un pizzico di sale; appena l’acqua prenderà il bollore, togliete la pentola dal fuoco e versatevi subito la farina a pioggia, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno, affinché non si formino grumi. Quando tutto sarà ben amalgamato, rimettete il recipiente su fiamma bassa per 8-10 minuti, mescolando l’impasto energicamente fino a che si staccherà in blocco dalle pareti: il composto dovrà risultare sodo e liscio. A questo punto togliete la casseruola dal fuoco e lasciate intiepidire; quindi incorporate le uova, uno alla volta, e il lievito. Ponete a scaldare abbondante olio in una padella per fritti o nella friggitrice e, quando sarà caldo, ma non bollente, versatevi delle piccole quantità di pasta che modellerete a palline delle dimensioni di piccole noci. Lasciate dorare bene i tortelli da tutte le parti, poi estraeteli con un mestolo forato, passateli su carta da cucina che ne assorba l’unto in eccesso, spolverizzateli con lo zucchero a velo e serviteli ben caldi in tavola.

Terminata la Fashion Week a Milano, Versace apre le danze a Parigi

Terminate le sfilate dell’alta moda francese e quelle maschili di Milano, voliamo a Parigi che in questi 3 giorni, a dispetto della crisi, diventa una fabbrica di sogni, capace di brillare per glamour, sfilate ed eventi. Molti i nomi importanti, a partire da Versace che aprirà le danze, fino a Dior e Chanel, Valentino e Givenchy. Lusso e splendore anche a Ginevra al Salone dell’Alta Orologeria per la presentazione degli orologi più prestigiosi del mondo. E niente infine come la sottoveste, capo simbolo di femminilità e seduzione, mette in risalto lo splendore di una donna, divenendo protagonista di molte passerelle.

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