Intervista a Nagatomo: l’emozione di essere nell’Inter!

MILANO. Yuto Nagatomo e’ stato nostro studente per molto tempo. Per molti e’ il ritratto del piccolo samurai. Combattivo, coriaceo, capace di legare sia con i personaggi più ‘esuberanti’ dello spogliatoio di Appiano Gentile sia con i più sobri senatori. Un giapponese di successo nell’occidente del pallone, che ha superato le diffidenze dovute ad una scuola calcistica in crescita ma non di grande tradizione, come quella nipponica, se non nei cartoni animati.

In Italia il calcio del Sol Levante è arrivato a fine anni ’80 con ‘Holly e Benji’, che Nagatomo confessa di “aver seguito come tutti, pur non essendo un grandissimo fan”. Prima ancora di entrare in campo, come racconta in un’intervista all’ANSA, ha dovuto superare l’ostacolo di origine culturale.

Il ragazzo di Saijo, classe 1986, in procinto di firmare un rinnovo di contratto con l’Inter fino al 2016, non ha però mai dato l’impressione di voler essere di passaggio in Italia. Si è ambientato subito, a Cesena come a Milano, capisce la lingua italiana anche se per rispondere utilizza un interprete. In questi mesi ha dato vita ad alcuni siparietti con Javier Zanetti dopo ogni gol e soprattutto con Antonio Cassano, il suo compagno di giochi preferito in allenamento come in partita.

– Come è stato l’impatto con l’Italia nell’estate del 2010?

“All’inizio ho notato la diversità di cultura. Avevo il problema della lingua, però non ho mai avuto un interprete se non nelle interviste, tanto meno problemi con il cibo. Qui si mangia benissimo, mi sono inserito in maniera molto veloce”.

– Quanto è stato importante per te il fatto di avere un commissario tecnico come Alberto Zaccheroni?

“Il mister mi ha detto subito che in Italia c’é una pressione maggiore rispetto a dove giocavo io, soprattutto per quanto riguarda i media. È stato lui però a dirmi che potevo farcela in Serie A, me lo ha garantito. Mi ha consigliato che dovevo solo giocare come sapevo e ce l’avrei fatta”.

– A proposito della vostra nazionale, fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile vedervi vincere contro la Francia, come è accaduto pochi mesi fa in amichevole. Dove può arrivare secondo te la vostra squadra?

“Mi ricordo quella partita perché io feci l’assist per il gol della vittoria! Scherzi a parte, tanti giocatori giapponesi giocano all’estero, questo serve. Abbiamo tutti voglia di andare avanti, di migliorare. Le possibilità ci sono”.

– Cos’hai pensato quando sei passato all’Inter? Non capita a tutti di arrivare in una ‘grande’ dopo soli sei mesi nel campionato italiano.

“È vero, quando ho sentito dell’interessamento dei nerazzurri sono rimasto molto sorpreso e allo stesso tempo ero felicissimo. Mentre viaggiavo in macchina per venire da Cesena a Milano ero molto emozionato”.

– Da allora, qual è stato il tuo ricordo migliore all’Inter?

“Senza dubbio l’ultima sfida contro la Juventus, vinta a Torino, è stato il momento più emozionante”.

Abbiamo avuto Nagatomo fra i nostri studenti, ci auguriamo di avere presto anche Honda!

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