Archivio mensile:maggio 2014

Dal 4 all’8 giugno, Milano ospiterà la terza edizione del Festival della Letteratura.

 

 

Il Festival coinvolgerà numerosi luoghi di Milano e periferia, tra librerie, locali e cascine dove si svolgeranno presentazioni, conferenze, letture e molto altro.

Alcuni dei temi principali che saranno affrontati sono il razzismo, l’integrazione e la disabilità ma anche molto altro in un Festival autofinanziato e che a nostro parere meriterebbe un maggior risalto.

Domani venerdì 30 maggio ci sarà la conferenza stampa di presentazione del Festival a cui parteciperanno Milton Fernandez, direttore artistico dell’evento, Stefano Parise direttore del settore biblioteche del comune di Milano e Filippo del Corno assessore alla cultura del comune. Una delle grandi novità di quest’anno sarà il Salone della Piccola Editoria che si svolgerà tra il 6 e l’8 giugno all’Ex Fornace sul Naviglio Pavese. Sarà soprattutto la possibilità di dare speranza ai molti scrittori di basso profilo, ovvero non legati a nessun major del mondo dell’editoria, per avere una visibilità maggiore. Durante quest’edizione non mancheranno però anche scrittori conosciuti dall’italiana Carla Pirovano, che presenterà il suo libro di racconti In Volo, allo scrittore noir Anthony J Latiffi fino a Jim C Hines, scrittore americano di genere fantasy.

Il Festival vedrà poi eventi non solo per gli amanti della letteratura; il 6 giugno ad esempio alla biblioteca Fra Cristoforo in zona famagosta Anna Jeneck, artista poliedrica nel campo della musica, renderà omaggio a Cesare Pavese poeta musicando e cantando una sua raccolta di poesie. Il 7 giugno invece, alle ore 16.00 presso la biblioteca di Chiesa Rossa (MM2 Abbiategrasso) ci sarà l’inaugurazione di una mostra fotografica che ha come protagonista il fiume Lambro.

“La letteratura vive solo se si pone degli obiettivi smisurati al di là di ogni possibilità di realizzazione” diceva Italo Calvino citato da Milton Fernandez. Non si può che condividere queste parole e darsi appuntamento al Festival della Letteratura.

Mondiali 2014 – Il Mondiale lancerà il Brasile?

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Brasile favorito a livello sportivo, ma sul piano economico i prossimi Mondiali rischiano di trasformarsi in un flop, anzi, in un periodo di recessione. È questa la profezia formulata dalla banca statunitense Goldman Sachs, che ha prima incrociato un’enorme serie di risultati sportivi a partire dal 1960 per determinare il vincitore dell’edizione della Coppa del Mondo in arrivo e poi corredato il tutto con stime di crescita (o decrescita) economica del Paese ospitante. Il risultato? Vince il Brasile, ma solo sul campo.

L’analisi sportiva, ottenuta studiando un campione di 14.000 partite internazionali e la storia complessiva dei Mondiali (che non ha mai visto una formazione europea trionfare nelle edizioni sudamericane) ha dato al Brasile il 48.5% di possibilità di sollevare la Coppa: la Seleçao è seguita dall’Argentina con il 14.5%, mentre all’Italia toccherebbe solamente l’1.5% di probabilità, un numero davvero irrisorio. Anzi, gli azzurri parrebbero destinati a uscire ai quarti di finale contro la Spagna, dopo aver eliminato l’Inghilterra nella fase a gironi e poi battuto la Colombia agli ottavi.

Il successo del Brasile, però, non si accompagnerebbe a una previsione altrettanto rosea per l’atteso boom economico del Paese, che vorrebbe utilizzare come spinta proprio quella fornita dall’accoppiata Mondiali 2014-Olimpiadi 2016. Secondo il rapporto della Goldman Sachs, infatti, gli investimenti effettuati per adeguare le infrastrutture sarebbero troppo ristretti rispetto alla sconfinata grandezza del Paese, e il rincaro dei prezzi per sfruttare l’invasione turistica tenderebbe, invece, ad avere un effetto boomerang, con l’allontanamento dei visitatori, scoraggiati dal potere d’acquisto più basso.

RABARAMA: QUANDO L’ARTE DIVENTA VITA

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Manichini cerei dietro alte vetrine indossano colori e stoffe pregiate. Scaffali monocromatici e assenza, il vuoto riempie lo spazio. Commessi che camminano come soldatini, con le braccia dietro la schiena. Ogni vetrina è di uno stilista. Tutto è ordinato e impeccabile.

Siamo a Legnano nel fashion store di Vinicio inaugurato il febbraio scorso a un passo dal centro storico del paese. Poco più in là a pochi passi dalla confusione cittadina dove la domenica le età del paese si incontrano o non si incontrano ma comunque passeggiano, bevono un caffè, chiacchierano, vivono, esiste un luogo che a passarci davanti non lo si nota. Ci va solo chi ne conosce l’esistenza perché “nascosto” in uno spazio aperto: è il paradosso di chi si trova in uno spazio talmente ampio di essere rintracciabile ma non visibile. A volte dei curiosi che ne hanno sentito parlare vanno lì per “guardare le vetrine” e sbirciarvi all’interno. Non c’è via vai, in tempi di austerità Vinicio è un ambiente per pochi, per alcune straniere mosche bianche che rimpolpano il fatturato nostrano, eppure esiste un anello di congiunzione tra l’esterno e l’interno .
Non si coglie immediatamente eppure c’è una presenza che respira anche in quel mondo blindato dietro le alte vetrine: si chiama arte.
Nelle ampie metrature infatti ci sono dei piedistalli con delle statue che riproducono il corpo umano. Voltandosi indietro nella piazzetta dedicata a Gianfranco Ferrè dove si trova il fashion store c’è una riproduzione simile ma dieci volte più grande.
Un corpo accovacciato, enorme, pesante : una gamba è distesa a voler formare un incrocio, l’altra è piegata. La testa è reclinata su un ginocchio. Tra il cemento e il vetro, l’alta classe e i manichini spigolosi domina questa forma tonda e umana.

Il corpo è completamente chiazzato di lettere, lettere incasellate in quadrati incisi sul corpo come in una specie di grande e rotondo cruciverba. Più si osserva questa scultura e più ci si allontana dai desiderata che partivano dalla mente allo scorrere delle vetrine: l’opera si legge come fosse un libro e si cerca di capire. I passanti iniziano a girarci attorno: cosa significa? Cosa c’è scritto? Ognuno cerca di leggervi qualcosa ma non c’è scritto niente.
Quel corpo adagiato è come un pacco che il mare ha portato alla deriva, trascinato dalle corrente contro il proprio volere in un luogo che non è una destinazione ma un luogo a caso. Quell’uomo pensava e pensando si è addormentato ripiegandosi su se stesso. E’ rimasto lì e si è addormentato lasciando i suoi pensieri congelati e senza soluzione. La sua pelle è una gabbia di lettere, forse è la gabbia il suo cruccio?

Anche il passante sembra disorientato, osserva, gira e rigira attorno a quel corpo ed alza le spalle perché non trova soluzione. Allora chiede aiuto alla targhetta, ma niente solo un nome, uno pseudonimo: RABARAMA

RABARAMA è una scultrice italiana, nella sua biografia si dice che “Le sue sculture rappresentano un’umanità in metamorfosi, in riflessione, in continua evoluzione e sempre impegnata a sfuggire ad un destino già programmato” ma allora qual è il nesso tra Vinicio e queste opere? Quello sfarzo incolore che emana cifre a quattro zero non è anch’esso una gabbia?

Leggo su una recensione che le opere di RABARAMA hanno accompagnato l’inaugurazione del fashion store e resteranno in esposizione solo per alcuni mesi. Quell’opera è un pacco, un pacco con una storia e un’energia misteriosa: non si sa da dove arriva e perché sia finito lì.

Su quell’ampia spiaggia c’è chi passa per caso e lo osserva cercando di ricostruire la sua storia. La corrente del mare lo riporterà via in un altro luogo, da altri passanti e ognuno ci costruirà la sua storia.

In ogni luogo ciascuno cercherà di dare un nome a quella gabbia di lettere: che si chiami convenzione o si chiami schema, o formalità, ciascuno la interpreterà a suo modo dando pensiero a ciò che sembra inerme e statico, ma in realtà è in continuo dialogo con il mondo.

INFOMILANO: INFORMAZIONE TURISTICA IN GALLERIA

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In Galleria Vittorio Emanuele II nasce InfoMilano, punto di informazione e accoglienza turistica in vista dell’Expo 2015.

Stimato un flusso di circa 90.000 persone al giorno. De Cesaris e D’Alfonso: “L’apertura in un luogo centrale come l’Urban Center è un passo importante in linea con altre città europee” Milano, 11 maggio 2014 – Saranno gli spazi dell’Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele ad accogliere da settembre 2014 InfoMilano, il primo punto di informazione e accoglienza turistica della città in vista di Expo 2015. Sono state approvate dalla Giunta le linee guida del progetto che consentirà a Milano di dotarsi di una moderna struttura concepita per accogliere e accompagnare il turista dal suo arrivo in città e per tutta la durata del suo soggiorno, proponendo una vasta gamma di servizi: dall’offerta culturale a quella alberghiera fino alle diverse opportunità per scoprire il territorio e le sue attrazioni, come i musei, i ristoranti, le botteghe storiche, lo shopping più esclusivo.

“La realizzazione di InfoMilano in un luogo centrale come l’Urban Center, rappresenta un passo importante nel percorso di avvicinamento all’appuntamento del 2015, capace di mettere Milano in linea con altre città europee dal punto di vista dell’accoglienza dei visitatori – spiegano la vicesindaco e assessore all’Urbanistica Ada Lucia De Cesaris e l’assessore al Commercio, Attività produttive Franco D’Alfonso – InfoMilano sarà il primo biglietto da visita della città e il luogo da cui tutti potranno iniziare a scoprire le suggestioni che Milano sa offrire”.

La scelta di posizionare InfoMilano all’interno dell’Urban Center nasce dalla necessità di mettere a disposizione dei turisti un luogo “centrale”, “visibile”, “accessibile” e altamente “attrattivo” inserito in una delle mete più conosciute della città, la Galleria Vittorio Emanuele, punto di raccordo tra piazza del Duomo e il Teatro alla Scala. Con i suoi 400 mq disposti su tre livelli (di cui circa 170 mq al piano terra) l’Urban Center è in grado di sostenere un flusso di visitatori stimato in circa 90.000 persone al giorno in vista dell’Esposizione universale del 2015. La nascita dello spazio InfoMilano si affiancherà alle normali attività dell’Urban Center che continuerà ad ospitare dibattiti, presentazioni e incontri con i cittadini. Gli spazi, la pavimentazione, le pareti divisorie, così come gli impianti audio/video saranno riprogettati per consentire una maggiore efficienza e un utilizzo più razionale della metratura, garantendo così la completa autonomia delle due realtà.

Saranno installati anche nuovi supporti multimediali quali pc, monitor touch screen ecc. I lavori di manutenzione straordinaria prenderanno il via il 23 giugno per concludersi in circa tre mesi. Per tutta la durata dei lavori l’Urban Center rimarrà chiuso al pubblico.

Giovanni Bellini. La nascita della pittura umanistica…alla Pinacoteca di Brera.

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Il recente restauro della Pietà (o “Cristo morto sorretto da Maria e Giovanni”) di Giovanni Bellini (Venezia, 1432 – 1516) ispira la mostra dedicata alla Pinacoteca di Brera al grande pittore veneziano, uno dei più celebri del Rinascimento italiano, cognato dell’altrettanto grande artista Andrea Mantegna.

La carriera di Bellini, che si sviluppa per sessant’anni attraverso continue evoluzioni, non accontentandosi mai dei risultati raggiunti e ponendo le basi per un nuovo modo di dipingere, sia sul piano iconografico che formale, è analizzata in mostra nel suo primo periodo, quello di cui proprio la Pietà rappresenta il termine, chiudendo una prima fase giovanile mantegnesca (seppure il linguaggio del cognato non fosse mai ripreso acriticamente, ma adattato alla propria sensibilità) e offrendo come prospettiva di analisi quello del tema della Pietà e della nascita della pittura devozionale umanistica, intesa non tanto come l’illustrazione un episodio sacro, ma come un’immagine che favorisca il raccoglimento e la contemplazione dell’osservatore.

La mostra, visitabile fino al 13 luglio 2014, nasce dal ruolo più importante che dovrebbero ricoprire musei: quello della cura e della ricerca sul proprio patrimonio, non fermandosi alla mera, seppur impegnativa, conservazione.

Attraverso una rassegna di 26 sceltissime opere, si ripercorre il legame di Bellini con i cosmopoliti ambienti umanistici veneziani, attraverso i quali conobbe e sviluppò gradualmente la propensione per la rappresentazione degli affetti, del sentimento, della natura, della devozione e della commozione. A questo primo filo conduttore si affianca quello del tema della Pietà, un’iconografia di tradizione bizantina che si ispira al modello dell’imago pietatis, fin dagli esordi caro al Bellini e da lui sviluppato in senso moderno.

Nella 1° sezione (sala V) sono esposte opere che costituiscono i più antichi riferimenti per le realizzazioni belliniane del tema e che fanno luce sull’ambiente culturale veneziano in cui si formò il giovane Giovanni.

Punto focale della 2° sezione (sale IV e III) è la meravigliosa Pietà di Brera, resa finalmente leggibile nei suoi valori cromatici dal recente restauro (concluso alla fine del 2012); saltano subito all’occhio il toni freddi della tavolozza, che segnano il distacco dell’opera dalla tradizione pittorica lagunare: dal colore saturo e dorato delle icone e da quello pieno e smaltato delle opere di Antonio Vivarini.

Accanto a quest’opera è stata per la prima volta collocata la grande versione del soggetto del Palazzo Ducale di Venezia. Costituiscono la sezione celebri dipinti di ambito veneto che rappresentano lo stesso soggetto iconografico, risalenti all’incirca allo stesso periodo del capolavoro braidense (1460 ca.).

Tavole dello stesso Giovanni, di Marco Zoppo, dello Schiavone, una Pietà marmorea attribuita a Donatello e alla sua bottega, e alcuni preziosi disegni a penna di Mantegna e di Bellini che servono a illustrare il lavorio concettuale progettuale insito dietro queste immagini, oltre che il dialogo tra i due celebri cognati.

La mostra si chiude con la 3° sezione (sala II), in cui sono esposte opere dello stesso Bellini in cui il tema della Pietà è giunto a un ulteriore sviluppo e in cui più forte appare il carattere devozionale, per terminare con la cruciale “Madonna col Bambino in trono” delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, in cui il tema della Vergine in trono col Bambino e quello della Pietà si fondono, costituendo un’intensissima immagine in cui si prefigura la futura morte salvifica di Cristo.

Informazioni utili:

Giovanni Bellini. La nascita della pittura umanistica

Fino al 13 luglio 2014.

Pinacoteca di Brera, sale II – V
Via Brera, 28 – Milano
Accesso disabili da via Fiori Oscuri, 2
Orari: 8.30 – 19.15 da martedì a domenica (la biglietteria chiude alle 18.40). Chiuso lunedì
Biglietti: intero: € 10, ridotto: € 8. Gratuito: ragazzi fino a 12 anni.
Catalogo: Skira, € 12,50

 

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