LE DUE “CENE” A CONFRONTO A BRERA: CARAVAGGIO VERSUS LOPEZ GARCIA

La Pinacoteca di Brera, da oggi fino al 7 settembre, ospita un curioso confronto sull’argomento della Cena, tra il grande Caravaggio e uno dei più noti artisti spagnoli viventi, Antonio Lopez Garcia.

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La Cena, opera dell’artista iberico, sarà esposta di fronte alla Cena in Emmaus, capolavoro del genio seicentesco, uno dei gioielli della Pinacoteca braidense.

La mostra è curata da uno dei nostri massimi critici d’arte, Vittorio Sgarbi, in collaborazione con Manuela Picarreta, e rappresenta il primo esperimento di confronto tra antico e contemporaneo a Brera, ricalcato sul modello delle esposizioni abbinate di due artisti delle avanguardie storiche al Museo di Arte Cantonale di Lugano. E’ anche la prima volta che Brera partecipa alla Milanesiana, il Festival presieduto dalla sorella di Sgarbi, Elisabetta, la quale ha caldamente voluto questo confronto pensato da suo fratello, che aveva già esposto sue opere nel 1987 in Fiera.

Antonio Lopez Garcia, nato a Tomelloso, in Castiglia – La Mancha, nel 1936, è uno dei maestri del realismo contemporaneo. La sua arte è influenzata sia dal Rinascimento fiorentino che dalle avanguardie storiche come il Surrealismo. Intorno al 1960 dipinse molte vedute di Madrid, la città in cui ha passato la gran parte della sua vita, ma la sua fortuna arrivò a metà di quel decennio con alcune mostre personali a New York. Lopez Garcia arrivò a Milano nel 1955 e subito si recò a Brera per osservare da vicino Piero Della Francesca e Tiziano, suoi idoli di gioventù, senza capire del tutto Caravaggio, il quale, a sua detta, esprimeva sentimenti troppo pericolosi, che un diciannovenne non poteva capire del tutto. Ora la lezione del maestro di origine bergamasca, a settantotto anni suonati, è stata assorbita, come provano le sue figure inondate di luce e di bloccate dall’ansia.

I due dipinti sono collocati in sale attigue, ma allestiti in modo da poter dialogare tra di loro con un tramite, quello del Cenacolo di Daniele Crespi, il pittore bustocco del ‘600 che meglio traduce l’ansia delle figure di Lopez Garcia, con il suo antiaccademismo e la sua rappresentazione realistica calata nel sacro, come provano i frutti sulla tavola, che paiono duri e compatti, come nelle tele dello spagnolo e di Caravaggio.

Lopez Garcia ritrae una scena di vita vera, con una bambina che guarda nel vuoto vicino a una donna che mangia e di fronte a varie pietanze sbocconcellate, come quelle della Cena in Emmaus di Caravaggio. Le due opere, messe a confronto, vogliono esprimere un comune senso di vanitas, della fallacia della vita che era tipica del Seicento, secolo di teschi indicati come “memento mori” e di inviti a non lasciarsi andare a inutili piaceri. Esse sono anche espressione di una comune riflessione sull’esistenza, sia nei dettagli della tela caravaggesca che nella pittura tesa, spigolosa e ansiosa di Lopez Garcia.

Prima dell’inaugurazione della mostra, presso lo Spazio Oberdan verrà proiettato il documentario dedicatogli dal regista spagnolo Victor Erice.

Stefano

Lopez Garcia – Caravaggio

1 luglio – 7 settembre 2014

Pinacoteca di Brera – Sale XXIX – XXX
Via Brera, 28, Milano
Orari: martedì – sabato 8.30 – 19.15
Biglietto: 6,00 euro intero, 3 euro ridotto

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