DOPO I BRONZI DI RIACE E L’ORTOLANO SGARBI PUNTA ALLA VENERE DEL BOTTICELLI

 

nascita di venere
L’Expo 2015 si avvicina. E mentre per strada si continua a lavorare, nei palazzi continuano le trattative dell’ambasciatore alla Cultura per l’Expo Vittorio Sgarbiper portarsi “a casa” il famoso capolavoro del Botticelli. Dopo il corteggiamento ai Bronzi di Riace e la polemica con il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, che con un diplomatico “no grazie” ha rifiutato di concedere in prestito l’Ortolano di Arcimboldo, Sgarbi punta su Firenze e apre la trattativa con il museo degli Uffizi per la Venere del Botticelli. “Pensare che una persona che arriva dall’Asia arrivi a vedere Cremona e Reggio Calabria per un’unica opera è da malati. Expo 2015 non è un Bengodi da cui trarre tutti vantaggio”, ha dichiarato il critico, e ancora: “Firenze non ha bisogno di visibilità, ma credo sia un comodo sostegno economico “.
Il dipinto, secondo quanto trapelato negli ultimi giorni, dovrebbe essere trasportato, con una cifra che si aggira tra i 600 e gli 800 milioni di euro, alla Reggia di Venaria Reale, vicino Torino, definita, dal presidente Fabrizio del Noce, “la Reggia della bellezza dell’arte italiana”.
E se da un lato Sgarbi continua a prendersela con “l’ottusità di certi amministratori”, dall’altro il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini placa i toni ricordando che “la sfida da vincere è quella di allungare la permanenza nel nostro Paese di tutti i visitatori Expo”.
Come si concluderà la vicenda non è ancora chiaro, certo è che qualche domanda in più sulla salute e corretta conservazione delle preziosissime opere d’arte in questione, siano esse i Bronzi, l’Ortolano o la Venere, è d’obbligo. Non solo, infatti, il prestito potrebbe rivelarsi dannoso per le suddette, ancor più se pensiamo che la Venere del Botticelli venneinserita nel 2007 dall’allora ministro Rutelli nella lista dei “venti capolavori inamovibili” proprio per preservarne la salvaguardia, ma non contribuirebbe allo sviluppo e all’integrazione nel progetto Expo dei numerosi siti d’arte disseminati sul nostro territorio nazionale.
Perché non puntare, allora, sullo spostamento delle persone, attraverso promozioni, sconti e tariffe agevolate per i visitatori Expo, piuttosto che sullo spostamento di statue bronzee di due metri d’altezza o dipinti?
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