Archivi giornalieri: ottobre 17, 2014

La pizza italiana sbarca a Londra!

italiah lesson cooking

Sono partiti per ritirare la loro Ape in Calabria e poi hanno viaggiato fino a Londra facendo tappe in tutta Italia per conoscere i segreti della vera pizza made in Italy e della cucina nostrana. Oggi, a meno di due anni dall’inizio della loro avventura, hanno affiancato alla loro pizzeria su ruote anche un locale. E hanno in programma di bissare quanto prima.
Sarà per per il fatto che propongono street food a prezzi contenuti e accessibili ai più, per la velocità del servizio o perché sono all’interno di contesti vivaci e cosmopoliti; fatto sta che i food truck hanno conquistato le strade di tutto il mondo. E i fratelli inglesi Thom e James Elliot, 30 e 28 anni, hanno cavalcato l’onda a bordo della loro Concetta, così hanno soprannominato un’Ape Piaggio acquistata a Reggio Calabria, che li ha scarrozzati dalla Calabria a Londra, passando per Campania, Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Piemonte. Obiettivo? Imparare a fare la pizza napoletana e conoscere la cucina italiana in generale. Una volta tornati in patria, con un grande bagaglio di conoscenze e non solo (hanno portato con loro il lievito madre della pizzeria Da Michele di Napoli), hanno applicato la teoria e si sono messi a sfornare pizze grazie a un forno posto all’interno della loro amata Concetta. Da qui la loro fama. Loro si fanno chiamare Pizza Pilgrims e un anno fa hanno aperto anche una vera e propria pizzeria nel cuore di Soho a Londra. Ecco l’intervista a Thom, che ci anticipa i progetti futuri.

Perché vi chiamate Pizza Pilgrims? Raccontateci la vostra storia.
Ci chiamiamo così perché nell’ottobre del 2012 abbiamo intrapreso un vero e proprio pellegrinaggio in onore della pizza. Una volta comprata la nostra Ape Concetta a Reggio Calabria, siamo giunti a bordo di essa a Londra (immaginate a quale velocità!). Ci sono volute sei settimane, durante le quali abbiamo appreso un’enorme quantità di informazioni sulla pizza e sulla cucina italiana in generale. Abbiamo avuto l’opportunità di lavorare con pizzaioli del calibro di Antonino Esposito e Salvatore Di Matteo, abbiamo visitato un sacco di pizzerie, tra cui Ahum a Sorrento e Da Michele a Napoli, abbiamo attraversato tutta l’Italia, soffermandoci in Calabria, Campania, Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Piemonte.

Come è nata l’idea?
È nata in un pub! Volevamo lasciare i nostri rispettivi lavori d’ufficio (lavoravamo nel campo della pubblicità e del cinema) per entrare nel mondo gastronomico. E cominciare con un food truck era l’unico modo per non investire troppo, di più non potevamo permetterci. Così abbiamo cercato varie offerte di furgoncini in internet e abbiamo trovato l’Ape in vendita a Reggio Calabria. Inizialmente siamo arrivati in Italia solo per ritirare Concetta (farcela spedire era più oneroso) poi però, in maniera del tutto naturale, è nato il resto: le soste, le riprese e il documentario sul nostro viaggio.

Cosa avete imparato dai pizzaioli italiani?
A Napoli abbiamo imparato che è l’impasto il vero segreto della pizza ed è per questo che la maggior parte dell’attenzione va alla sua lavorazione. Purtroppo per molti non è così: per tanti la pasta diventa secondaria, non a caso un sacco di pizzerie, americane o inglesi, si concentrano di più sui condimenti e la quantità di quest’ultimi, tanto che l’impasto diventa quasi insignificante.

Il pizzaiolo al quale siete più legati?
Non ce n’è uno in particolare, abbiamo cercato di imparare da tutti quelli che abbiamo incontrato per raccogliere il maggior numero di consigli, suggerimenti e trucchi. Il calore che ci hanno trasmesso tutte le persone che abbiamo conosciuto è stato incredibile! Detto questo, abbiamo trascorso una settimana con Antonino a Ahum di Sorrento, e lui è stato un grande aiuto perché ci ha permesso di far pratica.

Una volta tornati a Londra come vi siete organizzati?
Non avevamo pianificato nulla, so solo che volevamo inserire un forno all’interno dell’Ape (chi ce l’ha venduta e la Piaggio stessa ce l’avevano vivamente sconsigliato!). Così abbiamo trovato un forno delle giuste dimensioni a Colchester e lo abbiamo inserito nell’Ape. È stato stupendo vedere quell’Ape trasformarsi in una pizzeria ambulante, mancava solo la location dove poter vendere le nostre pizze. Dopo mesi di richieste e tentativi, il comune ci ha trovato un posto nel mercato di Berwick Street. Finalmente potevamo cominciare e gli affari sono andati talmente bene che abbiamo deciso di aprire una vera e propria pizzeria.

Quando avete inaugurato la vostra pizzeria?
Abbiamo iniziato i lavori nel marzo 2012 e l’abbiamo aperta ad agosto 2013.

Perché avete deciso di aprire una vera e propria pizzeria, così non avete perso un po’ la vostra identità?
Inizialmente non avremmo mai pensato di aprirne una, però poi c’è stata l’occasione, anche economica, di poter aprire una pizzeria simile a quelle che abbiamo visto a Napoli; non potevamo farcela fuggire. Ciò non toglie che non dimenticheremo mai la nostra cara apetta, tanto che continuiamo a distribuire pizze in numerosi posti ogni settimana. Potete localizzare l’Ape tramite il sito internet sempre aggiornato.

C’è un forno a legna?
Usiamo un forno a gas. Lo so, la vera pizza napoletana è fatta nel forno a legna ma per un locale nel centro di Londra è molto più pratico un forno a gas, anche molto meno romantico, lo ammetto! Un punto a nostro favore è che abbiamo fatto un sacco di prove per avvicinarci alle pizze assaggiate a Napoli e la fiamma viva aiuta in questo senso.

Come stanno andando gli affari?
Siamo stati molto fortunati: la nostra piccola pizzeria è molta affollata e Concetta continua il suo business, in questo momento è lei che ci tiene fuori dai guai e che ci consente di poter investire sulla pizzeria.

Qual è il cliente tipo, italiano o inglese?
Un mix di entrambi. Stiamo infatti attirando sempre più italiani, questo è davvero incoraggiante.

Gli italiani alla fine sono soddisfatti?
Sembrerebbe! Molti sono diventati clienti abituali e non si fanno alcun tipo di problema nel dispensare consigli. A noi fa solo piacere perché così ogni giorno abbiamo la possibilità di perfezionarci!!!

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