Film a scuola: Manuale d’Amore

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Gli italiani, oltre che “brava gente”, sono un popolo di amatori, come emerge da sondaggi e inchieste di mezzo mondo. E chi poteva realizzare un manuale d’amore cinematografico se non noi? E soprattutto quale genere migliore della commedia all’italiana per ritrarci all’opera?
Potenzialmente il film di Veronesi, grazie a un cast di nomi notissimi, potrebbe essere un divertissement sentimentale d.o.c., se non avesse alcune lacune nella sceneggiatura, indotte forse da un cast troppo altisonante. Manuale d’amore è un film a episodi, collegati dall’interagire dei vari personaggi, che rappresenta, intrattenendoci, il percorso di dieci, cento, mille coppie.
Il primo dei quattro episodi, “l’innamoramento”, vede protagonista Muccino jr., disoccupato, sdanarato e possessore di un solo bene, il suo motorino. Un gatto nero gli fa incontrare la donna della sua vita, ma che fatica uscire con lei. Il testimone passa alla Buy e Rubini, protagonisti della fase della “crisi”. I due sono una coppia sposata da tempo, ormai figli della routine e delle battute acide. Il dialogo fra loro è assente. Quale soluzione? La Litizzetto, nel terzo periodo dell’amore, “il tradimento”, è una vigilessa che diventa severissima con il genere maschile alla guida, in seguito alle corna da parte del marito. Nelle sue giornate ha a che fare con Verdone, nero per la separazione dalla moglie, personaggio cardine dell’ultimo momento dell’amore, “l’abbandono”. Qui si sviluppa una storia assolutamente “verdoniana” in tutto e per tutto. La conclusione di questo episodio chiude il cerchio aperto all’inizio del film.
Ripercorrendo i modi di essere dei singoli attori, Manuale d’amore vorrebbe rappresentare un bigino semiserio sui percorsi classici del sentimento principe della nostra vita. La sua ovvia circolarità (il film inizia con la recitazione di Anita Caprioli del manuale, e si conclude con l’attrice che passeggia sulla spiaggia) è asservita alla trama che può ispirarsi idealmente a “Cinque per Due” di François Ozon, senza possederne l’inventiva. Gli episodi prendono spunto dai film più disparati fra cui La signora in rosso ed è agli interpreti che è quindi assegnato il compito di reggere le sorti delle storie, indurre qualche sana risata, attirare il pubblico. L’amore non cambia mai.

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