Archivio mensile:marzo 2016

L’orto botanico di Brera

Conoscere Milano: L'orto botanico di Brera

 L’orto di Brera è destinato alla coltivazione di erbe officinali con finalità didattico-scientifiche per gli studenti di medicina e farmacia.

L’Orto Botanico di Brera appartiene all’Università degli Studi di Milano. E’ una sorta di polmone verdenel cuore di Milano. si trova nel Palazzo di Brera, di cui fanno parte la Pinacoteca, l’Osservatorio Astronomico, la Biblioteca Braidense, l’Accademia delle Belle Arti e il Museo Astronomico.

Per saperne di più, clicca qui.

Alfons Mucha – La mostra a Palazzo Reale

thumb_30144_default_big.jpeg

Una mostra per rivivere il fascino della Bella Epoque. Ammirerete le opere di uno dei suoi grandi esponenti in arte: il pittore ceco Mucha. Una mostra unica che gli rende omaggio e che ricostruisce la sua carriera attraverso alcuni dei suoi lavori più importanti. “Alfons Mucha e le atmosfere Art Nouveau” è allestita al Palazzo Reale di Milano. Visitate l’esposizione per intraprendere un viaggio nello stile Liberty!

Mucha avvia la propria carriera di decoratore nella nativa Moravia nella seconda metà dell’Ottocento. Dopo essersi trasferito a Parigi,  le assolute protagoniste delle sue illustrazioni sono donne: eleganti, definite da un tratteggio nitido e circondate da motivi floreali. Ben presto il suo stile diventa inconfondibile e riscuote successo persino negli Stati Uniti, dove Mucha viene riconosciuto come esponente dall’Art Nouveau europeo.

Oltre 220 le opere in mostra a Milano, prestate dalla Richard Fuxa Foundation, che ricostruiscono la sua carriera. Dieci le sezioni in cui è suddivisa la mostra, spaziando tra molteplici e interessanti tematiche, come il teatro, la figura femminile, la passione per le stampe giapponesi, l’immaginario floreale e i materiali preziosi.

Salone Internazionale del Mobile 2o16

Salone Internazionale del Mobile 2016

 Save the date: 12/17 April 2016!

I nostri primi 30 anni!

I nostri primi 30 anni!

E’ il nostro anniversario: 1986-2016.

Da 30 anni in viaggio nella lingua e cultura italiana con l’entusiasmo del primo giorno

I regali? Questa volta li facciamo noi a voi!

Festa della donna

ragazze-festa-della-donna.jpeg

Domani è l’8 marzo: sapete qual è il vero significato della mimosa per la festa della donna? In occasione della giornata internazionale dedicata al sesso femminile, a casa o in ufficio, riceviamo ogni anno dei piccoli rametti profumati con fiori gialli e rotondi. Il tradizionale omaggio floreale che celebra la donna risponde ad un’usanza tutta italiana che affonda le radici nel lontano 1946. Allora, alcune donne vollero fortemente affidare ad un simbolo, la celebrazione del mondo femminile e delle sue conquiste. Vediamo nel dettaglio perché è stata scelta la mimosa e qual è il suo significato.

L’idea di associare la mimosa alla festa della donna è di Rita Montagnana e Teresa Mattei, due grandi attiviste dell’Udi. L’una, era moglie di Palmiro Togliatti, il leader del Pci; l’altra, fu segretaria del primo Parlamento repubblicano. Furono loro ad adoperarsi perché la festa fosse celebrata in Italia già nel 1945, nelle zone del paese che erano state liberate dal Fascismo. In occasione dell’assemblea dell’Udi, spinsero per la scelta di un simbolo floreale. La scelta cadde sulla mimosa, dopo che sia anemoni che garofani furono scartati.La preferenza per la mimosa dipese , quindi,dal suo periodo di fioritura, corrispondente ai primi giorni di marzo, ma il ridotto costo della mimosa e il fatto che è accessibile a tutti, contribuirono a orientare la scelta verso questo fiore.

Da quel momento, la mimosa ha assunto il significato di rispetto della festività dedicata alla donna. Si tratta di un fiore che può apparire fragile ma in realtà nasconde una grande forza ed è capace di attecchire anche in terreni difficili. Proprio come la determinazione delle donne, una qualità che le accompagna in ogni momento della vita e consente loro di raggiungere importanti obiettivi. I traguardi conseguiti in ambito sociale ed economico, obiettivi che la festa delle donna ricorda. La giornata internazionale della donna nasce ufficialmente nel 1977 quando l’Assemblea generale delle Nazioni Unite riconobbe “gli sforzi della donna in favore della pace e la necessità della loro piena e paritaria partecipazione alla vita civile e sociale”.

Visita alla Pinacoteca di Brera….

pinacoteca_brera-milano-zero.jpg

La Pinacoteca di Brera è una galleria nazionale d’arte antica e moderna, collocata nell’omonimo palazzo di Milano.

Il museo espone una delle più celebri raccolte in Italia di pittura, specializzata in pittura veneta e lombarda, con importanti pezzi di altre scuole. Inoltre, grazie a donazioni, propone un percorso espositivo che spazia dalla preistoria all’arte contemporanea, con capolavori di artisti del XX secolo.

La Pinacoteca ha sede nel grande palazzo di Brera, che ospita anche altre istituzioni: la Biblioteca Nazionale Braidense, l’osservatorio di Brera, l’Orto Botanico, l’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere e l’Accademia di Belle Arti. L’edificio era stato costruito nell’antica, incolta terra “braida” (o “breda”, parola che nella bassa latinità aveva il significato di campo suburbano), da cui presero il nome Brera tanto il palazzo quanto il quartiere. Il palazzo si apre su un cortile circondato da un elegante porticato su due piani, al cui centro è situato il Monumento a Napoleone I ideato da Antonio Canova.

Galleria degli affreschi

Il percorso di Brera si apre con la Galleria dedicata a due grandi cicli ad affresco. Il primo è costituito dagli Uomini d’Arme e dai Filosofi antichi di Donato Bramante (unica testimonianza pittorica dell’architetto, assieme al Cristo alla colonna, sempre a Brera e agli affreschi a lui attribuiti a Bergamo), eseguiti dal maestro intorno al 1487-1488 per la casa milanese di Gaspare Visconti poi Casa Panigarola.

Il secondo ciclo, più vasto, fu eseguito da Bernardino Luini verso i primi del Cinquecento per Villa Pelucca di Gerolamo Rabia, e raffigura episodi dell’Antico Testamento e scene mitologiche dalle Metamorfosi di Ovidio.

Continuate insieme a  noi la visita e contattateci per maggiori informazioni sulle nostre attività guidate a Milano.

Perchè il Teatro della Scala si chiama così?

scala.630x360.jpg

Il Teatro alla Scala di Milano prende nome dalla piazza dove è stato costruito, l’omonima piazza della Scala. Questa, a sua volta, si chiama così perché vi sorgeva, dal 1381, la chiesa di Santa Maria alla Scala. Questa chiesa prese il nome della sua committente, Beatrice Regina della Scala, discendente della potente dinastia veronese, oggi estinta, dei della Scala (era nota anche come “famiglia scaligera”).

Un buon matrimonio
Regina della Scala sposò nel 1345, a soli 12 anni, Bernabò Visconti, signore di Milano, e gli diede 15 figli. Quando nel 1776 Maria Teresa d’Austria ordinò la costruzione del teatro, la preesistente chiesa, di stile gotico, fu abbattuta per far posto al nuovo tempio della lirica.